Pieve di S. Floriano |
| La pieve di San Floriano si trova allo sbocco della valle di Marano, nel cuore della Valpolicella. Si tratta di una delle più belle chiese romaniche del Veronese, nata nell'ambito di un cimitero pagano, come dimostrerebbero i molti, anche consistenti reimpieghi di marmi e pietre romane, fra cui due cippi funebri di grandi dimensioni collocati alla base della facciata, mentre altri resti di are funerarie sono allineati nel vialetto a fianco della chiesa, verso la strada della Valpolicella. La chiesa attuale è quella costruita nel secolo XII, ma la pieve è menzionata da due "privilegi" (decreti) del re Berengario dell'anno 905. La chiesa presenta anzitutto una facciata a capanna realizzata interamente in tufo e sostanzialmente ancora integra. L'interno era stato trasformato in più riprese fino al 1743, svisando radicalmente il suo carattere romanico, anche scalpellando o sostituendo gli originali capitelli delle colonne. Solo lavori eseguiti negli ultimi cinquant'anni hanno messo a nudo quanto era opportuno recuperare dalla fabbrica romanica. Sono apparse così le ghiere delle arcate composte di conci di calcare più o meno alternati in un gioco marmi rosa e rossi, e i sottarchi con relative decorazioni dipinte. Oltre al chiostro seicentesco, il complesso è arricchito anche da una poderosa torre campanaria posta sul lato nord delle chiesa, divisa al centro di ogni lato da una lunga lesena e scompartita a metà e verso l'alto da due file di archetti pensili. Mentre il basamento è in pietra (con molti elementi romani di recupero), la canna della torre prosegue a file alternate di conci di tufo e cotto per terminare con il solo cotto nella cella campanaria, aperta in bifore separate da colonnette di pietra. Da ricordare che anche questo campanile - con altri della Valpolicella, come quello di San Giorgio, di San Martino di Negrar e di San Vito - richiama, nella sua impostazione, il campanile della veronese basilica di San Zeno. |